Questo progetto nasce e prende ispirazione dal precedente progetto delle Esitaziografie delle piante, inizialmente ero convinta di lavorare sulla memoria del vento, una memoria interiore dunque, ma pian piano mi sono accorta che questo discorso visivo e inconscio è di natura olografica.
È un campo di correlazioni molto più ampio – cosmico – un sistema in cui il movimento di ogni punto contiene e influenza gli altri. Questa ricerca visiva richiama l’entanglement non per una somiglianza letterale, ma per struttura e comportamento. L’entanglement, nella fisica quantistica, è uno stato in cui più elementi diventano inseparabili: non puoi descriverne uno senza descrivere anche l’altro.
Le linee non vivono come tratti isolati: ogni unità si intreccia con le altre fino a generare un campo unico, un pattern che non si può scomporre senza perderne il senso. Una rete di micro-eventi, nessuna linea ha un ruolo centrale, eppure dal loro insieme emergono nodi, concentrazioni, aree riconoscibili. Questa emergenza collettiva è affine al modo in cui fenomeni quantistici diventano osservabili solo quando guardi l’insieme e non la singola particella. Le linee sembrano casuali, ma il loro accumulo genera una struttura riconoscibile, quasi un organismo che pulsa.